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Considerazioni
Citando Wikipedia alla voce corrispondente, l'agricoltura è l'attività economica che consiste nella coltivazione di specie vegetali. La finalità principale dell'agricoltura è quello di ottenere prodotti delle piante da utilizzare a scopo alimentare o non, ma sono possibili anche altre finalità che non prevedano necessariamente l'asportazione dei prodotti.
Voglio partire da questa definizione autorevole per fare alcune considerazioni:
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L'agricoltura può essere anche una attività economica.
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La sua finalità può essere anche quella di ottenere prodotti dalle piante.
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Nell'esercizio dell'agricoltura ha importanza non secondaria l'atteggiamento mentale di chi la pratica.
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Sono i contadini che producono il cibo, non i commercianti o la grande distribuzione.
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La proprietà privata della terra coltivabile è un errore.
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La terra non è un fattore della produzione ma un bene comune come l'acqua e l'aria.
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La causa della fame nel mondo non è la penuria di cibo ma le restrizioni all'accesso di terra coltivabile.
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L'aspirazione a diventare ricchi sfruttando gli altri è una malattia psichica.
L'agricoltura non può avere come finalità esclusiva l'ottenimento di prodotti dalle piante a scopo di lucro. Una attività economica si svolge in una società, e in una società ci sono valori più importanti del lucro.
Siamo convinti che oggi la pratica dell'agricoltura sia ossessivamente orientata al mercato, invece di essere orientata alla conservazione del suolo e dell'ecosistema. Mentre si tiene conto delle materie prime impiegate per la produzione di sementi, combustibili, materiali, attrezzature, nessuna attenzione nè tantomeno cifra in bilancio è rivolta a quanto è variata la qualità del terreno, dell'aria, dell'acqua, insomma dell'agroecosistema nel suo complesso. Dire che le condizioni del terreno, dell'aria ecc. siano beni difficilmente quantificabili, sempre ammesso che si possa considerarli beni, è inutile se pensiamo che la scienza dell'economia, quando conviene, è in grado di quantificare entità ben più difficilmente quantificabili e addirittura definibili.
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Il Mercato uccide l'ambiente?
Possono le esigenze di mercato influenzare a tal punto le scelte dell'impresa agricola da indurla a produrre contro la natura?
I fatti dicono di si. Per questo abbiamo deciso che vogliamo coltivare vegetali per l'autoconsumo, non produrre ortofrutticoli per il mercato.Il reddito esiste ed è rappresentato dal risparmio nell'acquisto di prodotti vegetali.
Per una agricoltura consapevolmente svincolata dal mercato
Quando si fa agricoltura per consumare direttamente i vegetali prodotti si arriva ad essere svincolati dal mercato ma non isolati dal resto del mondo.Si può ugualmente essere aggiornati sulle novità, seguire la ricerca scientifica, dare un contributo alla conoscenza, all'innovazione.Sarebbe possibile addirittura scoprire un nuovo stile di vita, che procuri a chi lo applica una felicità sconosciuta a chi lavora la terra con sudore per l'esclusivo beneficio del mercato e dei commercianti.Siamo consci del fatto che una simile pratica sia ottimale per le piccole aziende agricole, disastrosa per le grandi.Ma le grandi aziende agricole, quelle con decine o centinaia di ettari di superficie agricola utilizzabile, magari destinate ad un solo tipo di coltura, non sono esse stesse disastrose per l'equilibrio ambientale e la biodiversità?
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Il mio progetto di agricoltura consapevole.
Posseggo un terreno agricolo dell'estensione di oltre 15000 mq (1,5 ettari) nell'agro di Palo del Colle in provincia di Bari, in prossimità dei confini del Parco dell'Alta Murgia. Il mio progetto è di avviare un agricampeggio ecosostenibile (che si avvale cioè dell'utilizzo esclusivo di fonti di energia rinnovabile) con annesso un giardino botanico officinale mediterraneo, in cui sono presenti quelle specie vegetali che hanno proprietà officinali e che fanno parte della flora mediterranea. Manca il capitale iniziale da investire, e da quando ho acquistato il terreno a oggi sono accadute molte cose, ad esempio mi sono sposato, ho cambiato lavoro, ho una figlia, per cui non ho fatto quegli investimenti produttivi che prevedevo, ma si sa che le cose vanno fatte una per volta (lavora, lavora, lavora, un bel giorno il lavoro è fatto). Posso dire, perciò, che i miei progetti di una vita si stanno realizzando tutti, uno dopo l'altro. E la mia vita è piena fino all'orlo, e ogni giorno ne cavo il pieno, e rimane sempre pieno!
Il terreno che ho comprato è un vecchio mandorleto dissestato di forma pressoché rettangolare; ho eliminato i mandorli, lasciando qualche pianta di olivo sul bordo che si affaccia alla strada comunale, il passo successivo sarà lo spietramento e lo spianamento, operazione che effettuerò avvalendomi di contoterzisti muniti di trattore e macinapietre, e che conto di realizzare entro il 2012. Poi bisognerà scavare delle buche per piantare degli alberi e per la casetta e la cisterna per l'acqua piovana, e sono perennemente alla ricerca di fondi......
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Agricoltura etica ovvero l'etica in agricoltura
Etica significa fare delle scelte, e l'etica agricola significa fare delle scelte per le persone che lavorano nell'agricoltura, sia direttamente come agricoltori, o indirettamente come regolatori del governo, ricercatori, amministratori delegati, lavoratori dell'industria, legislatori, sviluppatori di tecnologia, consumatori. Anche se tutti noi facciamo delle scelte, pochi di noi sono attivamente impegnati nell'analisi etica delle nostre azioni o sono in grado di fornire motivazioni per le scelte che facciamo.
Diverse "definizioni" di etica sono in uso quotidiano:
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L'etica è l'aderenza allo spirito e alla lettera della legge. Le persone che affermano di "non aver fatto nulla di male" dopo essere stati sorpresi in una azione legale ma sgradevole usano spesso questa interpretazione dell'etica.
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L'etica è l'adesione ad un credo religioso.
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L'etica è il rispetto "di standard collettivi e culturali."
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L'etica è l'aderenza alle mie idee.
Officinaverde afferma che l'etica è l'aderenza alla realtà. Officinaverde ha una visione per l'agricoltura che si differenzia dal paradigma dominante. Viviamo in un periodo in cui molti stanno mettendo in discussione le priorità dei sistemi alimentari e del modo di produrre e distribuire il cibo. È interessante notare che le persone che lavorano nell'agricoltura, sia come produttori, ricercatori, amministratori, legislatori, o manifestanti, tutti tendono a credere di essere su un alto livello morale. Perché fanno parte della più nobile delle attività umane, quella che ha come obiettivo sfamare la popolazione della Terra, hanno una "fiducia morale" nella loro professione e spesso non riescono a vedere la necessità di esaminare le loro scelte. Nelle parole di Paul Thompson (Thompson, 1998), un eminente studioso di etica agricola: "i produttori agricoli e coloro che li sostengono con la tecnologia potrebbero essere stati indotti a pensare che finché con la loro attività assicurano una maggiore disponibilità di cibo, essi siano esenti dal costante processo di rinegoziazione del patto morale che è alla base della moderna società democratica. I valori della società non sono immutabili, ma cambiano nel tempo. La schiavitù, una volta accettabile in molte culture, non è più accettabile nelle società sviluppate, anche se ancora fiorente in molti paesi in via di sviluppo. L'eutanasia, una volta totalmente inaccettabile in quasi tutte le culture, ora sta diventando accettabile a certe condizioni, in alcuni paesi. La pena di morte, inaccettabile in altri paesi sviluppati, esiste ancora negli Stati Uniti, anche se la pratica viene sempre più criticata. Mentre il nostro mondo cambia, così fanno i nostri valori sociali. Le nuove tecnologie possono avere conseguenze inaspettate. Il trattamento di grandi aree con DDT (1,1,1,-tricloro-2 ,2-bis (p-clorofenil) etano), ha salvato (e salva ancora) la vita di milioni di persone in aree in cui le zanzare favorivano la diffusione della malaria, ma il suo accumulo nella catena alimentare danneggia il sistema nervoso degli animali (uomo compreso) nella parte superiore della catena e mette in pericolo la riproduzione di uccelli carnivori. Come risultato, il DDT è stato vietato in molti paesi. Le coltivazione su vasta scala del frumento (Triticum aestivum) e del riso (Oryza sativa) hanno permesso una maggiore produzione alimentare in Asia e in America Latina e hanno fornito cibo per centinaia di milioni di persone, ma anche emarginato milioni e milioni di esseri umani che hanno perso il loro accesso alla terra o la loro occupazione. Nei paesi sviluppati, antiche idee sul trattamento degli animali non umani e la protezione dell'ambiente naturale si stanno affermando. Queste idee non sono nuove, essendo state adottate durante tutta la storia umana da parte di gruppi diversi di persone. Gli animali e l'ambiente hanno diritti difendibili in senso giuridico moderno? Le specie animali e vegetali devono essere salvate solo perché potrebbero essere utili alla specie umana nel futuro o perché abbiamo il dovere morale di farlo? Gli "Ecologisti profondi" certamente propendono per la seconda risposta, e mirano a creare un nuovo sistema morale che non è utilitaristico, nel senso che non è centrato solo sui bisogni degli esseri umani. Anche se non tutti ancora crediamo che l'ambiente ha dei diritti allo stesso modo che le persone, ci stiamo lentamente avvicinando al concetto che dobbiamo vivere nel rispetto delle leggi naturali che governano gli ecosistemi del pianeta. Si fa lentamente strada la convinzione che non possiamo fuggire da quelle leggi e che, soprattutto nel mondo occidentale, dovremo modificare i nostri stili di vita di conseguenza. Allo stesso modo, molti di noi sono a disagio con l'idea che gli animali non umani hanno diritti, ma l'idea che gli animali allevati per produrre cibo, essendo esseri senzienti, meritano un trattamento più umano di quanto stiano ora ricevendo sta lentamente permeando la nostra società e cambiarndo i nostri valori culturali . Rende testimonianza di ciò l'ascesa del vegetarismo in Nord America ed Europa occidentale. Quindi, le nuove idee portano con sé la necessità di discussioni etiche che possono portare a nuove scelte sia per singoli o per la società nel suo complesso. La nostra etica utilitaristica agricola ha dato origine al concetto di produzione agricola, che è rimasto il paradigma guida del mondo occidentale negli ultimi 50 anni. Alla fine della seconda guerra mondiale, ci fu un tremendo bisogno di incrementare la produzione alimentare sia in Europa che negli Stati Uniti per l'esportazione. Da allora, il ruolo dell'agricoltura è stato definito come la fornitura di cibo abbondante al minor costo possibile per il consumatore senza considerazione alcuna per i costi ambientali della produzione alimentare. Tuttavia, è questa l'unica visione possibile per l'agricoltura? Agricoltori e consumatori stanno cominciando a mettere in discussione alcune tecnologie, pratiche di controllo dei parassiti e in particolare dell'ingegneria genetica delle colture, vogliono sapere se sono compatibili con la salute umana, gestione del territorio e la sostenibilità degli ecosistemi della Terra. Il nostro sistema agricolo si basa fortemente su irrigazione, monocoltura, uso di fertilizzanti, pesticidi, erbicidi, macchine agricole, ecc), ma ignora la maggior parte delle leggi che governano gli ecosistemi naturali e gli agro-ecosistemi. Agricoltori non hanno avuto il tempo di articolare qualsiasi posizione valore diverso rispetto al valore della produzione. "Anche se la produzione è un obiettivo eccellente, la sfida che dobbiamo affrontare nel 21° secolo è quello di rendere la transizione dall'agricoltura alla sostenibilità della produzione agricola. Nelle regioni tropicali in cui la pressione demografica è alta, gli agricoltori di sussistenza sono spinti a coltivare le zone ecologicamente fragili come le pendici soggette ad erosione. Come potrebbero bilanciare le loro esigenze a breve termine (produzione) con le esigenze a lungo termine delle generazioni future? Come possiamo aiutarli e, di conseguenza, muoverci verso un futuro sostenibile? Le pratiche agricole convenzionali sono dannose per l'ambiente (e la nostra salute) e i nostri attuali metodi di produzione alimentare non sono sostenibili. L'agricoltura richiede non solo la sostituzione degli ecosistemi naturali con campi coltivati (con conseguente perdita di biodiversità e massiccio rilascio di anidride carbonica), ma si traduce in inquinamento delle acque sotterranee, erosione del suolo, delle falde acquifere, degrado del suolo, inquinamento da pesticidi e altri stress ambientali. Nell'ultima metà del 20° secolo, un diverso modello è emerso dai paesi sviluppati: l'agricoltura sostenibile e multifunzionale. In questi luoghi, l'agricoltura non è solo buon cibo sano, ma gestione del territorio, conservazione delle risorse di base e della salute dei lavoratori agricoli, conservazione di microecosistemi che sono ricchi di biodiversità e si alternano ai campi coltivati, il valore delle comunità rurali e del paesaggio agrario. La sostenibilità è un concetto complesso perché si può definire su tanti livelli. Una definizione largamente accettata è quella del Rapporto Brundtland 1987: "Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni della generazione presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni" (Commissione mondiale sull'ambiente e lo sviluppo, 1987). Ma cosa deve essere sostenuto? Solo le risorse per l'agricoltura (energia a basso costo per la produzione di fertilizzanti azotati e di acqua per l'irrigazione), o stiamo anche parlando di sostenibilità ecologica (cicli del carbonio e di azoto, i cicli idrologici, il cambiamento climatico globale) o Gaia stessa (il pianeta considerato come un unico immenso organismo)? Al di là di queste considerazioni ecologiche, c'è la sostenibilità sociale, che si riferisce alla sostenibilità della struttura delle comunità rurali. Che cosa intendiamo quando diciamo che vogliamo rendere l'agricoltura sostenibile? Ci sono quasi 800 milioni di persone che oggi vivono con meno di 1 euro al giorno, e la maggior parte di esse vivono nella insicurezza alimentare. La salute delle comunità rurali nei paesi sviluppati e il desiderio di compiacere taluni consumatori sono più importanti della sicurezza alimentare di milioni di persone nei paesi in via di sviluppo? La produzione agricola come la conosciamo ora negli Stati Uniti e in Europa è fortemente dipendente dai sussidi governativi. In media, gli agricoltori europei ricevono la metà del loro reddito da sussidi. Negli Stati Uniti, la media è più vicino al 25%. La maggior parte delle sovvenzioni americane vanno agli agricoltori di mais e soia per sostenere le esportazioni Usa. Che cosa succederebbe se i sussidi agricoli negli Stati Uniti, UE e Giappone venissero reindirizzati verso pratiche sostenibili o verso lo sviluppo della sovranità alimentare dei popoli, di tutti i popoli?
Quanti milioni di persone verranno sfruttate oggi per mantenere il nostro tenore di vita?
Liberamente ispirato da Plantphysiology
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La sovranità alimentare è un diritto fondamentale dei popoli.
L’agricoltura e l’alimentazione sono fondamentali per tutti i popoli, sia in termini di produzione e disponibilità di quantità sufficienti di alimenti nutrienti e sicuri, sia in quanto pilastri di comunità, culture e ambienti rurali e urbani salubri. Tutti questi diritti vengono erosi dalle politiche economiche neoliberiste che con crescente enfasi spingono le grandi potenze economiche come gli Stati Uniti e l’Unione Europea, attraverso istituzioni multilaterali come l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), il Fondo Monetario Internazionale (IMF) e la Banca Mondiale.
Invece di garantire l’alimentazione per tutta la gente del mondo, questi organismi presiedono un sistema che moltiplica la fame e diverse forme di denutrizione, con l’esclusione di milioni di persone dall’accesso a beni e risorse produttive come la terra, l’acqua, le sementi, le tecnologie e le conoscenze. Occorrono cambiamenti urgenti e fondamentali a questo regime mondiale.
Per garantire l’indipendenza e la sovranità alimentare di tutti i popoli del mondo, è essenziale che gli alimenti siano prodotti mediante sistemi di produzione diversificati, su base contadina. La sovranità alimentare è il diritto di ogni popolo a definire le sue politiche agrarie in materia di alimentazione, proteggere e regolare la produzione agraria nazionale e il mercato locale al fine di ottenere risultati di sviluppo sostenibile, e decidere in che misura vogliono essere autosufficienti senza rovesciare le loro eccedenze in paesi terzi con la pratica del dumping. La sovranità alimentare non nega il commercio (internazionale), piuttosto difende l’opzione di formulare quelle politiche e pratiche commerciali che servano ai diritti della popolazione per una produzione (alimentare) nutriente, sana ed ecologicamente sostenibile.
Per conseguire e preservare la sovranità alimentare dei popoli e garantire la sicurezza alimentare, i governi dovranno adottare politiche che diano impulso a una produzione sostenibile , basata sulla produzione familiare contadina, al posto di un modello industriale, dagli alti consumi e orientato all’esportazione.
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Perchè un giardino botanico mediterraneo
Il giardino botanico è un luogo a metà tra un museo ed un'area naturale. È un elenco di piante catalogate, un laboratorio a cielo aperto e un luogo di diletto. Esso nasce per istruire, per illustrare e stupire il visitatore. Il giardino botanico è una forma di organizzazione del verde dove gli aspetti scientifici si affiancano agli aspetti architettonici e socioculturali.
La conservazione dell'ambiente naturale è uno degli obiettivi di un giardino/orto botanico e implica diverse tematiche, come la gestione del paesaggio e del territorio, il ripristino degli ecosistemi, la difesa dell'ambiente dall'inquinamento, la pianificazione paesaggistica.
Un orto botanico è un mezzo per salvaguardare la biodiversità. Gli orti botanici hanno il potere di suscitare una coscienza naturalistica, e possono svolgere un azione educativa e formativa nei confronti dei cittadini.
L'orto botanico contribuisce a sviluppare il rispetto della natura e dei suoi equilibri, ma può anche avere una funzione terapeutica, cioè può essere una risposta al bisogno della persona di stare a contatto con la natura e di essere testimone dei processi naturali di crescita, di rinnovamento e guarigione/rigenerazione.
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La rinascita della nazione è a portata di mano, ma bisogna avere le idee chiare su cosa si vuole fare
Il capitalismo ha fallito perchè non sa garantire il benessere a tutte le creature. Il comunismo ha fallito perchè non ha considerato l'uomo nella sua totalità fisica, mentale e spirituale. L'etica del lavoro è fallita perchè ci sarà sempre meno lavoro. Ogni essere umano ha il diritto di realizzare il proprio progetto di vita nel rispetto del pianeta e dei suoi abitanti.
Il finanzcapitalismo è dannoso per l'intero pianeta, per cui è arrivato il momento di fare delle scelte coraggiose ed audaci per il bene della nazione e del mondo intero.
Pur non essendo né un economista né uno statista ritengo necessari i seguenti provvedimenti:
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L'istituzione di un Reddito di Cittadinanza universale ed incondizionato di 1000 Euro al mese
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Soppressione degli enti previdenziali
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Un nuovo sistema fiscale che gravi soltanto sul possesso di denaro e di immobili e sulle rendite finanziarie in misura del 6% all'anno, l'istituzione della moneta elettronica, divieto del sistema delle "scatole cinesi", tracciabilità dei patrimoni
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Soppressione di tutte le tasse, imposte, accise, dirette ed indirette, gravanti sul lavoro, sulla produzione e sul consumo (Irpef, Irpeg, Irap ecc.)
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L'azzeramento del debito pubblico per quella quota detenuta da investitori esteri
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La nazionalizzazione delle banche, un solo conto per ogni codice fiscale, un solo conto per ogni partita IVA
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Un tetto massimo sui redditi di qualsiasi natura (dai manager ai parlamentari, professionisti, ecc.) pari al quadruplo del Reddito di Cittadinanza
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Una legge elettorale proporzionale e ripristino del voto di preferenza
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L'abolizione del Concordato
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L'abolizione della legge 30 (o legge Biagi), delle agenzie interinali e ripristino della legge 264 sul collocamento
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L'abolizione della Bossi-Fini
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L'istituzione del referendum propositivo
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L'abolizione di ogni vitalizio per i parlamentari
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Ineleggibilità per più di due legislature
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Un Reddito di Cittadinanza triplo per chi si impegna a coltivare la terra con metodi biologici o biodinamici e a vivere in zone rurali col proprio nucleo familiare per almeno quindici anni
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Fotovoltaico e microeolico gratis per tutte le famiglie, le scuole, le caserme, gli ospedali
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Unificazione di tutte le forze di polizia ed accorpamento nelle Forze Armate
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Raccolta dei rifiuti porta a porta in tutta la nazione gestito dall'esercito
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Comitati popolari di controllo eletti dai cittadini e presiedute da un magistrato a presidio costante della legalità su tutto il territorio italiano, in ogni angolo di strada e con l'ausilio delle Forze Armate
Diffondiamo e discutiamo queste proposte. Il cambiamento è a portata di mano, oggi più che mai. Papaconscio
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